Enti pubblici, aziende private e Diocesi uniti per Infermieristica
È proprio il caso di dire che l’unione fa la forza, facendo riferimento ai lavori di restauro dell’ala sud ovest del Seminario di Reggio Emilia – destinata a ospitare il corso di laurea di Infermieristica di UniMoRe – che continuano secondo il cronoprogramma stabilito.
Gli attori protagonisti di questo progetto – enti pubblici, aziende private, Diocesi e tutti coloro che partecipano con le proprie offerte a vario titolo – rappresentano una coralità che è il “valore aggiunto” di questa importante iniziativa, così come ha detto il vescovo Giacomo Morandi.
“L’animo dei reggiani è molto generoso e coraggioso – ha detto l’Arcivescovo a margine della conferenza stampa del 28 aprile nell’Aula magna di UniMoRe per la presentazione dello stato dell’arte del cantiere – e rappresenta un bel segnale di speranza per la città”.
Ed è proprio all’intera comunità reggiana, a quella universitaria e anche a quella di tutta la zona di Modena e Parma – come ha specificato l’architetto Mauro Severi, presidente del Comitato Reggio Città Universitaria – che questo ambizioso progetto gioverà con la formazione di personale sanitario qualificato, così da intercettare la crescente domanda di prestazioni sanitarie.

A fare da eco all’architetto Severi è stato il progettista dei lavori di restauro, l’ingegnere Giovanni Manfredini, nella presentazione degli interventi murari eseguiti e in quelli ancora da fare: “Il cantiere è partito 7/8 mesi fa. Ad oggi sono stati completati tutti gli interventi strutturali e si può passare così alle opere edili”.
Manfredini ha sottolineato anche il bel rapporto dialogico con l’Università per razionalizzare al meglio gli spazi, incontrando le esigenze dei docenti e permettendo agli studenti di usufruire, oltre che degli spazi dedicati allo studio e alle lezioni, anche di laboratori in cui potersi cimentare in simulazioni ed esercitazioni.
Il restauro di questo capolavoro architettonico degli anni ’40 del secolo scorso comporta anche una certa attenzione nel preservarne il gusto estetico, partendo dalla cura della sua facciata, facendo sì che questo edificio intriso di storia identifichi la nostra città. Per la sua posizione strategica il Seminario (e quindi l’Università) sono il perno di quella che viene definita la “Città in 15 minuti”, il moderno concetto di urbanizzazione che esalta la sostenibilità.

A un quarto d’ora di strada c’è infatti l’Arcispedale Santa Maria Nuova, principale fruitore del nuovo corso di Infermieristica insieme a tutti i presìdi ospedalieri del territorio, e sempre a piedi è facilmente raggiungibile il centro di Reggio. La sede universitaria diventerà così uno degli snodi principali per ridare slancio all’intera vita della città se si pensa che la capienza della sede UniMoRe in viale Timavo passerà dagli attuali 1.165 studenti a 1.990, con un incremento di oltre il 70%.
Le parole dell’Arcivescovo – “Guarire se è possibile, curare sempre” – sono forse lo slogan migliore per descrivere quanto nella sua ottantennale storia questo edificio non abbia mai smesso di occuparsi delle persone e del futuro della città di Reggio.
Il traguardo (anno accademico 2027/28) di fine lavori è fissato e serve ancora l’aiuto di tutti per contribuire alla realizzazione di questo nuovo “miracolo laico”.